Dic 27, 2022
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Decadentismo Dannunziano

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L’argomento di oggi vede protagonista uno dei più illustri personaggi che hanno fatto la storia del nostro paese: Gabriele D’Annunzio. Il decadentismo non nasce in Italia, bensì in Francia, ma ben presto si diffonde a macchia d’olio in tutta Europa e diviene un movimento artistico e letterario seguitissimo. Oggi vediamo la visione del Vate.

Decadentismo contro il positivismo scientifico

Il decadentismo nasce in Francia e si diffonde poi nel resto d’Europa alla fine dell’Ottocento. Sono poi i primi momenti del decennio del novecento e vedono questo movimento artistico e letterario la base del pensiero dei più noti letterati dell’epoca.

Alla base di questo movimento c’è un forte desiderio di contrapporsi alla razionalità del positivismo scientifico, ma soprattutto del naturalismo estetico.

decadentismo dannunziano

Una foto di repertorio di D’Annunzio con la compagna, l’attrice Eleonora Duse

Con Gabriele D’Annunzio vengono messi in luce alcuni aspetti significativi di questo movimento, tanto che nascerà il termine decadentismo dannunziano. Una sorta di sotto categoria del movimento stesso che renderà ancora più famoso e unico e il pensiero di quello che oggi è definito il Vate.

Aspetti del decadentismo dannunziano

Tra gli aspetti più significativi della visione di D’Annunzio c’è sicuramente l’estetismo artistico. Il vate infatti concepiva la poesia e l’arte come creazione di bellezza che rendevano l’uomo libero. Libero di uscire dalle “volgarità” del naturalismo e dai suoi schemi.

decadentismo dannunziano

D’Annunzio ha scritto la storia per aver rivisitato la visione europea del movimento.

D’Annunzio parla poi anche di estetismo pratico. Questo tipo di estetismo ha un vero e proprio legame con l’estetismo artistico di cui parlavamo prima, perché vede la vita pratica realizzata giorno per giorno in assoluta libertà al di fuori di ogni legge e freno morale.

Analisi narcisistica e gusto della parola

Quando si parla di decadentismo e di D’Annunzio non si può non parlare dell’analisi narcisistica che l’uomo deve compiere nei confronti delle proprie sensazioni più rare, intime e raffinate.

Legato a questo concetto c’è quello che D’Annunzio chiamava il gusto della parola. Si tratta della scelta delle parole per il loro valore evocativo e musicale. Secondo lui infatti la parola, scritta parlata, non aveva necessariamente un significato logico, ma piuttosto un significato poetico. Questo significava utilizzare la poesia per comunicare un concetto più profondo: ci si deve abbandonare alla vita dei sensi e all’istinto.

Decadentismo e Panismo

Questa tendenza di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente viene definita Panismo. L’uomo deve immedesimarsi con le forze e gli aspetti della natura, tenere conto dell’ambiente che lo circonda e imparare a dissolversi al suo interno.

decadentismo europeo

Quali sono le differenze tra il decadentismo europeo e il decadentismo dannunziano? Scopriamolo qui

Il mare, il cielo, i boschi, tutto ciò che fa parte del mondo intorno a noi mostra una circolarità della vita cosmica all’interno del quale l’uomo è solo un misero. Questa visione del decadentismo dannunziano mostra un carattere superficiale, per certi aspetti provinciale, se paragonato al pensiero dei grandi poeti del decadentismo europeo. Ciò non toglie che questa costante ricerca del sensuale e del naturalistico rendesse realmente libero D’Annunzio e tutti coloro che decidevano di seguire il suo pensiero.

Italia vs Europa

Quello che D’Annunzio non assimilò del decadentismo europeo fu il misticismo gnoseologico. Secondo questa concezione la poesia era un vero e proprio strumento di conoscenza del mondo ultra sensibile. Il poeta viveva infatti il dramma della solitudine umana e dell’angoscia esistenziale che cercava di sopperire voltando lo sguardo all’estetismo e all’ulissismo.

Quest’ultimo concetto, inteso come senso dinamico attivistico o ancora come ricerca di esperienze sempre nuove ed eccezionali (come l’Ulisse Foscoliano), fu uno dei concetti che D’Annunzio decise di inserire nella sua visione del movimento.

Ci furono quindi degli aspetti che D’Annunzio non fece propri del decadentismo europeo, ma nonostante questo viene da sempre considerato parte integrante del movimento. La sua visione del mondo diede vita ad un fenomeno culturale e di costume che modificò la visione dell’Italia all’estero.

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Letteratura

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