Giu 8, 2023
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Il nome

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Il nome, anche detto sostantivo, è la parola base utilizzata per indicare persone, animali, cose, idee ed emozioni, cose che esistono nella realtà o nella nostra mente.

Il nome: cos’è e definizione

“Il nome (o sostantivo) è la parte variabile del discorso che serve ad indicare tutto ciò che esiste nella realtà (persone, animali, cose, luoghi, azioni) o nella nostra mente (sentimenti, idee, concetti)”.

Il nome

Il nome

Il nome è solo una delle nove parti del discorso che combinate insieme, nella lingua italiana, ci permettono di costruire una frase.

Radice e desinenza

Il nome si divide in due parti: la parte iniziale, detta radice, e la parte finale, detta desinenza. Ciò che fa la differenza è la desinenza.

Infatti, mentre la radice rimane sempre invariata, la desinenza cambia dando un senso diverso al nome. La desinenza ci fornisce le informazioni riguardo al genere del nome e al numero.

Possiamo, dividere i nomi in:

  • Concreti o astratti.
  • Propri o comuni.
  • Individuali o collettivi.

Nomi concreti e astratti

Il nome può essere concreto o astratto.

I nomi concreti indicano cose reali che possono essere percepite con i sensi: persone, animali, oggetti. Ma anche cose come il sole, la luce, il vento.

I nomi astratti indicano che non hanno forma o dimensione nel mondo reale e che non possiamo percepire con i cinque sensi, ma solo sentire nella nostra mente: sentimenti, idee, emozioni, azioni. Questi possono essere l’amore, la tristezza, il piacere, l’amicizia.

Nomi propri e comuni

Il nome può essere proprio o comune.

Il nome

Nomi propri o comuni

I nomi comuni si riferiscono a una cosa, una persona o un’animale in maniera generica: città, uomo, ragazza, cane.

I nomi propri si riferiscono a una specifica cosa, persona o animale: Firenze, Marco, Billy, Tevere. I nomi propri si scrivono sempre con la lettera maiuscola.

Nomi individuali e collettivi

Il nome può essere individuale o collettivo.

I nomi individuali indicano una sola persona, un solo animale o una sola cosa: lupo, pecora, bambino, foresta, albero, foglia.

I nomi collettivi, invece, indicano un gruppo di persone, di animali o di cose: pineta, fogliame, branco, sciame, scolaresca.

Il nome: il genere

I generi del nome sono due: femminile e maschile. Solitamente, distinguerli è abbastanza semplice.

Molto spesso i nomi maschili terminano con la O e sono accompagnati dagli articoli il, lo, i, gli, un, uno o dalle preposizioni articolate del e degli.

Spesso i nomi femminili terminano con la A e sono accompagnati dagli articoli la, le, un’ e una o dalle preposizioni articolate della, delle.

Esiste anche il caso dei nomi indipendenti. Si definiscono indipendenti quei nomi che per cambiare dal maschile al femminile, o viceversa, cambiano completamente parola e non solamente la desinenza. È il caso di uomo-donna, fratello-sorella, padre-madre, genero-nuora, ecc.

Alcuni nomi non possono cambiare di genere, perché cambiando il genere cambia completamente il significato. È il caso di il testo-la testa, il collo-la colla, il mento-la menta, ecc.

Il nome: singolare e plurale

Il numero del nome indica se esso è singolare o plurale.

I nomi sono singolari quando indicano una sola persona, un solo animale o una sola cosa e sono plurali quando indicano più persone, più animali, più cose.

Solitamente i nomi maschili al plurale prendono la desinenza i: piatto-piatti, tavolo-tavoli, cane-cani.

Mentre i nomi femminili al plurale prendono la desinenza e: gallina-galline, sorella-sorelle, sedia-sedie.

Ci sono, inoltre, i nomi invariabili che sono quelli che non cambiano la desinenza dal singolare al plurale, ma rimangono inalterati: la città-le città, il gorilla-i gorilla.

Infine, ci sono i nomi difettivi, ovvero quelli che hanno senso solamente al singolare o solamente al plurale. Ad esempio, esiste il latte, ma non esistono i latti, esistono le nozze, ma non esiste la nozza, ecc.

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Letteratura

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