Dic 27, 2022
26 Views
Commenti disabilitati su La bomba atomica
0 0

La bomba atomica

Written by

La bomba atomica è la più potente arma di distruzione di massa mai creata dall’umanità, utilizzata, ufficialmente in battaglia solamente due volte, durante la Seconda Guerra Mondiale, sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki.

Verso la bomba atomica

La bomba atomica è un ordigno bellico che sfrutta la forza della fissione nucleare. Era il 1939 quando Albert Einstein presentò al Presidente americano F.D. Roosevelt le potenzialità belliche dell’energia nucleare. Gli Stati Uniti diedero immediatamente vita al Progetto Manhattan, al quale parteciparono numerosi personaggi illustri della comunità scientifica e che culminò con l’effettiva creazione della bomba atomica.

Nel frattempo altri progetti analoghi erano nati in altre parti del mondo, come nella Germania nazista e dall’URSS. Numerosi stati si aggiunsero, a conflitto ormai concluso, alla corsa agli armamenti nucleari.

Un gruppo di scienziati, soprattutto europei, rifugiati negli Stati Uniti, partecipò al Progetto Manhattan, guidati da Enrico Fermi. Fermi stava studiando, in America, le proprietà di un isotopo dell’Uranio, in grado di creare una reazione di fissione a catena.

Nel frattempo, in un’università della California, Robert Oppenheimer giunse alla conclusione che era possibile utilizzare la reazione di fissione a catena di Fermi per creare una bomba.

Robert Oppenheimer e la nascita della bomba atomica

Gli Stati Uniti d’America, in gran segreto, iniziarono subito il progetto per creare la prima bomba atomica, nel laboratorio di Los Alamos, nel deserto del Nuovo Messico. A dirigere il progetto c’era Robert Oppenheimer.

Hiroshima

Hiroshima

Lo scienziato è ricordato per essere il creatore della bomba atomica, titolo che pesò così tanto allo stesso da tormentarlo per tutta la sua vita.

Il team fu in grado di creare la prima bomba atomica al plutonio, con il nome in codice The Gadget, nel 1945. Il prototipo fu fatto esplodere il 16 luglio del 1945, durante il test Trinity.

Fu proprio quella l’occasione che portò Oppenheimer a capire quale fosse la reale portata della sua invenzione. In quell’occasione pronunciò la frase che venne ricordata per sempre: “Sono diventato Morte, distruttore di mondi”.

Hiroshima e Nagasaki

Erano le 8:15 del 6 agosto 1945 quando la prima bomba atomica, chiamata Little Boy, fu sganciata sulla città di Hiroshima, dal bombardiere USA Enola Gay.

Nagasaki oggi

Nagasaki oggi

Tre giorni dopo, il 9 agosto 1945, fu sganciata la seconda bomba atomica, chiamata Fat Man, sulla città di Nagasaki.

Nell’agosto del 1945 la guerra in Europa era ormai finita e gli unici che non avevano ancora firmato una resa erano i giapponesi. Gli Stati Uniti sostennero che l’unico modo per porre fine a quella guerra era l’utilizzo degli ordigni atomici. Il 15 agosto, pochi giorni dopo le stragi di Hiroshima e Nagasaki, il Giappone firmò la resa.

Si stima che le due bombe atomiche causarono circa 250.000 morti, tutti civili. Le città giapponesi non si aspettavano di vedersi arrivare la guerra in casa. Quelle mattine si erano alzati per andare al lavoro, per portare i bambini a scuola.

Le bombe causarono circa 130.000 morti istantanee. Molti altri morirono nel corso dei mesi successivi, per colpa delle bruciature e delle radiazioni. Tanti altri ancora morirono per molti anni a venire, di cancro o malformazioni dovute alle conseguenze delle radiazioni.

La riabilitazione di Oppenheimer

A differenza di molti altri colleghi Oppenheimer fu sempre consapevole del loro reale coinvolgimento nelle stragi di Hiroshima e Nagasaki e non fece mai mistero di come tutto ciò lo tormentasse.

Finita la guerra il governo degli Stati Uniti propose allo scienziato di partecipare a un nuovo progetto, per la costruzione di una bomba a idrogeno e questi rifiutò.

Il rifiuto gli portò non pochi problemi con il governo degli Stati Uniti che, in poche parole, lo bandì dal suo stesso progetto. Tuttavia, la comunità scientifica gli fu vicina e, nel 1963, gli fu conferito il Premio Enrico Fermi, pensato come una sorta di riabilitazione.

Article Categories:
Storia

Comments are closed.