Lug 22, 2020
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Antico Egitto e l’arte ai tempi dei Faraoni

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L’Antico Egitto è un’epoca straordinariamente creativa! I popoli che abitano sulle rive del Nilo nel periodo dei Faraoni amano l’arte in tutte le sue forme.

Per le popolazioni dell’Antico Egitto si usa solitamente il termine “Egizi“. Egiziani, al contrario, sono gli abitanti dell’Egitto di oggi. Dove, tuttavia, esistono molte testimonianze di questo ricco passato artistico!

Le piramidi e la Sfinge sono l’esempio più famoso. Sicuramente le avrai viste mille volte sui libri di scuola e in televisione. Ma proprio come un iceberg, la ricchezza artistica delle piramidi è al loro interno! Queste strutture, come anche le tombe di Faraoni e regine, sono riccamente decorate.

E dalla sabbia dell’Egitto gli archeologi hanno estratto moltissimi reperti di grande valore e straordinaria bellezza. Quante ne sai davvero sull’arte dell’Antico Egitto? Scoprilo con noi!

La Sfinge e le Piramidi di Giza

La Sfinge di Giza (o El Gizah) è sicuramente il monumento dell’Antico Egitto più famoso in tutto il mondo! Ma perché questo gigantesco leone di pietra ha la testa di un essere umano?

Devi sapere che in Egitto la Sfinge era considerata una creatura mitologica molto potente. Immagini di Sfingi (più piccole di quella di Giza) si trovano in molti resti e siti archeologi egizi! Infatti gli abitanti dell’Antico Egitto erano convinti che la statua di una Sfinge significasse protezione contro le avversità e gli spiriti del male.

Forse avrai sentito dire che la Sfinge di Giza ha la testa di una donna… ma quasi certamente non è così! Gli storici sono infatti convinti che il volto del grande leone sia quello del Faraone Chefren.

La Sfinge e le Piramidi di Giza

La Sfinge e le Piramidi di Giza

Chefren regnò sull’Egitto dopo il padre Cheope e prima del figlio Micerino. Questi tre Faraoni sono i più celebri del periodo conosciuto come Antico Regno, che va dal 2620 al 2500 avanti Cristo. Il motivo di questa popolarità si deve senz’altro alle Piramidi, soprattutto le tre grandi Piramidi del Cairo.

Ciascun Faraone innalzò infatti una piramide dove sarebbe stato sepolto dopo la morte. La Grande Piramide di Cheope è la più alta delle tre ed è anche quella in migliori condizioni. Al contrario delle altre due, la Grande Piramide non ha subito l’incuria del tempo! E’ una delle sette meraviglie del mondo e ogni anno attira un grandissimo numero di turisti e appassionati.

La Piramide di Chefren e quella di Micerino sono di dimensioni più piccole. Insieme, le tre Piramidi formano il fulcro della Necropoli di Giza. La loro forma è perfettamente triangolare, al contrario di molte piramidi a gradoni, come quella di Zoser.

La pittura nell’Antico Egitto

Gli antichi Egizi amavano la pittura. Infatti i loro templi, le mura, le colonne e le tombe sono riccamente decorate con splendidi dipinti.

La pittura nell’Antico Egitto è molto particolare! I colori sono luminosi e vivaci, ma anche piatti. Le immagini sono molto dettagliate in termini di costumi e accessori.

Gli Egizi capivano come funzionava la prospettiva, ma non avevano intenzione di riprodurla fedelmente. Al contrario, volevano dipingere solo le cose che per loro erano davvero importanti!

Pittura nell'Antico Egitto

Nell’Antico Egitto i colori erano piatti e la prospettiva non esisteva

Ecco perché, ad esempio, le figure umane sono ritratte di profilo, ma con le mani visibili e gli occhi come apparirebbero di lato. Le mani erano importati perché riproducevano i gesti dei rituali religiosi, quindi dovevano essere sempre ben visibili.

E gli occhi? Devi sapere che per gli Egizi l’occhio era un simbolo di prosperità, potere e salute. Veniva anche detto “Occhio di Horus”, perché si riteneva che il dio falco Horus fosse il protettore della giustizia. Per questo gli antichi egizi disegnavano gli occhi sempre in maniera frontale.

Anche nella vita reale agli occhi era data grande importanza. Sia gli uomini che le donne si truccavano molto per evidenziarli, con lunghe linee di kajal che affinavano lo sguardo, rendendolo affascinante e misterioso.

I geroglifici, una lingua per immagini

Uno degli aspetti più affascinanti della cultura degli Egizi è sicuramente il loro linguaggio!

Infatti anche l’alfabeto dei popoli dell’Antico Egitto era composto da immagini. O, per meglio dire, cartigli. Ciascuna figurina poteva rappresentare una parola, un concetto oppure un significato.

I diversi geroglifici erano poi combinati insieme a formare frasi e formule. La letteratura dell’Antico Egitto è una delle più artistiche, allo stesso livello dei manoscritti miniati del Medioevo! Te ne parleremo in un prossimo articolo.

Ma quali erano i geroglifici più importanti e cosa significavano?

Geroglifici incisi

Il mistero dei geroglifici

Molti di questi simboli si ispirano alla natura in cui vivevano gli antichi egizi. Per esempio l’avvoltoio, chiamato aleph, che corrisponde alla nostra lettera “a”. Anche il gufo ricorre spesso nei geroglifici, ed è l’equivalente della nostra “m”.

L’occhio di Horus, come abbiamo visto, è invece un simbolo di protezione e di  buon auspicio.

I geroglifici cambiano di significato anche in base a come sono combinati. Tradurli è un po’ l’equivalente di comporre un puzzle! Gli studiosi che si occupano di questa ricostruzione sono detti Egittologi.

I geroglifici sono un linguaggio molto complesso e dettagliato. Se oggi possiamo decifrarli è merito dell’Egittologo francese Jean-Francois Champollion. Al seguito di Napoleone Bonaparte, Champollion scoprì infatti la Stele di Rosetta, un testo scritto in tre diversi linguaggi che doveva fungere da “dizionario” per i popoli antichi!

Il fantastico tesoro di Tutankhamon e l’arte funeraria dell’Antico Egitto

Hai mai sentito parlare di caccia al tesoro? Il lavoro degli archeologi e degli egittologi è molto simile. E anche in questo caso, dalle sabbie del deserto è possibile estrarre dei tesori al di là di ogni immaginazione!

Il più celebre è sicuramente il tesoro di Tutankhamon. Sicuramente ti sarà capitato di vedere la foto della sua maschera d’oro in televisione e sui libri di scuola.

Tutankhamon, il più giovane Faraone dell'Antico Egitto

La splendida maschera d’oro di Tuthankamon, un capolavoro dell’Antico Egitto

La maschera di Tutankhamon è esposta al museo del Cairo. Si tratta di una delle opere d’arte più famose di tutto il mondo. Realizzata interamente in oro con intarsi di pietre preziose, la maschera è al centro di una misteriosa leggenda.

Il tesoro di Tutankhamon fu scoperto nella tomba del giovane Faraone dall’archeologo Howard Carter. Tutankhamon era morto in età molto giovane, appena ragazzino, e lasciò ovunque avvertimenti di terribili maledizioni che sarebbero ricadute sui profanatori della sua tomba.

Negli anni successivi alla grandiosa scoperta, il team di ricercatori guidati da Howard Carter morì in situazioni insolite e misteriose!

Da qui la diffusa teoria che il tesoro e la maschera di Tuthankamon siano “maledetti”. Il giovane Faraone avrebbe cioè voluto vendicarsi degli studiosi, colpevoli di non aver rispettato le leggi dell’Antico Egitto.

Non trovi anche tu che sia un mistero affascinante?

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Storia dell'Arte

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